Dolce evoluzione
Le origini: i dolci nell’antichità, tra Greci e Romani
Le origini della pasticceria risalgono all’antichità, un tempo in cui lo zucchero bianco non esisteva e la dolcezza dei cibi era affidata a doni naturali come il miele, la frutta fresca e secca, i datteri, i fichi e i cereali. Gli Egizi preparavano pani dolci arricchiti con frutta, mentre la civiltà greca coltivava una profonda passione per i dolci a base di farina, miele e formaggio fresco. Tra questi spiccava il plakous, considerato un antico antenato della cheesecake moderna, e il pasteli, una barretta energetica a base di sesamo e miele che sopravvive ancora oggi.
I Romani ampliarono e raffinarono questa eredità. Celebre è il libum, una rustica focaccia dolce a base di formaggio e miele spesso offerta alle divinità. Durante i banchetti imperiali si servivano anche frittelle dolcificate con miele e arricchite con frutta secca, mentre le tavole dei patrizi più ricchi accoglievano preparazioni complesse insaporite con noci, vino cotto e spezie orientali.
La rivoluzione delle spezie e il Rinascimento
Nel corso del Medioevo, grazie ai contatti commerciali con l'Oriente e in particolare all’apporto fondamentale della cultura araba, la pasticceria visse una svolta epocale: l’introduzione dello zucchero e l'uso di spezie intense come la cannella, lo zenzero e la noce moscata trasformarono radicalmente i sapori.
Con l’arrivo del Rinascimento, la pasticceria divenne un vero e proprio simbolo di status ed eleganza, trovando il suo fulcro nelle corti italiane, in particolare a Firenze e Venezia, autentici centri di creazioni dolciarie sofisticate. I nobili facevano a gara per stupire gli ospiti con dessert elaborati. Fu in questo fermento culturale e…
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