Storie del gusto · Piemonte
Ferrero: l'impero del cioccolato nato in un laboratorio di Alba
Dalla crema gianduia tagliata a fette nel dopoguerra al barattolo di Nutella che avrebbe conquistato il mondo, dal Gigante buono e Jo Condor di Carosello alla guerra dei biscotti con Barilla: la storia dell'azienda che ha inventato il cioccolato per bambini - e che dell'olio di palma è uscita indenne.
Le origini: i Ferrero e la pasticceria di Alba
La storia comincia ad Alba, in provincia di Cuneo, negli anni del fascismo e della guerra. Pietro Ferrero, nato a Farigliano nel 1898 in una famiglia di contadini, ha imparato il mestiere di pasticcere e nel 1926 si trasferisce ad Alba, dove nel 1942 apre un piccolo laboratorio di cioccolateria in via Rattazzi, in un seminterrato di poche stanze. La moglie Piera Cillario, donna d'azienda dal polso fermo, gestisce di fronte la pasticceria di via Maestra, che i concittadini - non a caso - hanno soprannominato "il Biffi", come il celebre caffè di Milano: segno che le ambizioni, in casa Ferrero, eccedevano di gran lunga il metro del laboratorio.
Nel 1942 l'impresa assume forma giuridica propria: la ditta Pietro Ferrero & C., pasticceria e cioccolateria artigianale. Il cioccolato, però, negli anni della guerra è un lusso irraggiungibile: cacao e zucchero razionati, materie prime introvabili. È da questa carestia che nascerà, per puro pragmatismo, la fortuna della famiglia.
1946: il Giandujot, la "crema dei poveri" che diventa un prodotto industriale
Il territorio di Alba è la terra delle nocciole del Piemonte, e la tradizione del gianduia- l'unione di cacao e nocciola nata a Torino al tempo di Napoleone, quando il cacao scarseggiava quanto oggi - è il punto…
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