Storie del gusto · Alto Adige · Bolzano
Loacker: la cialda di Bolzano che conquistò il mondo
Dal negozio di pasticceria di Alfons Loacker nel cuore di Bolzano nel 1925 alla «cialda di Bolzano», dall'altopiano del Renon scelto da Armin con il motto «Un prodotto naturale si produce in un ambiente naturale» ai Quadratini venduti in 100 paesi: la storia della famiglia altoatesina che ha fatto del wafer un prodotto globale.
1925: un pasticciere austriaco nel cuore di Bolzano
La storia comincia nel 1925 nel centro storico di Bolzano, dove il pasticciere austriaco Alfons Loacker (1901-1970) apre un piccolo negozio con due aiutanti — dapprima in via della Roggia, poi in piazza Domenicani. In quel laboratorio nasce la creazione che farà la storia dell'azienda: la «cialda di Bolzano», una cialda sottile e friabile farcita con creme dal gusto inconfondibile — «invitante quanto la pasticceria fresca», racconta l'azienda, ma con un vantaggio decisivo: più pratica e conservabile. È l'intuizione che trasformerà un negozio di quartiere in un impero dolciario: la pasticceria da consumare subito diventa un prodotto confezionato che può viaggiare.
L'Alto Adige di quegli anni è una terra di frontiera tra culture italiana e tedesca, e la piccola pasticceria di Alfons cresce in questo crogiolo: qualità delle materie prime, artigianalità altoatesina e — ben presto — l'export verso i mercati di lingua tedesca, dove il cognome Loacker si legge già «alla tedesca» e il prodotto parla la lingua giusta. Il nome che diventerà celebre nel mondo nasce qui, in una piazza dove oggi, ancora, si vendono i suoi wafer.
1958-1974: Armin, il Renon e la svolta industriale
Nel 1958entra in…
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