🏠 Home
ℹ️ Info 📖 Manuale 🔑 Accedi
Mulino Bianco: il sogno bucolico in una confezione
📰 Fabbriche del gusto
✍️ lorenzo L.Max.Andrea 📅 11 ottobre 2026 👁 25 letture 🔓 Anteprima
La Storia di Mulino Bianco: il sogno bucolico in una confezione | Imparare con Gusto

Storie del gusto · Emilia-Romagna

Mulino Bianco: il sogno bucolico in una confezione

Come un marchio nato nel 1975 per vendere biscotti è diventato il più potente racconto di campagna d'Italia: il mulino di collina, le spighe da collezionare, il Coccio, i jingle e le tavolate imbandite che ancora oggi — a cinquant'anni di distanza — accendono la nostalgia di un'intera nazione.

1974-75: perché Barilla inventa un mulino che non esiste

Per capire Mulino Bianco bisogna partire da un paradosso industriale. All'inizio degli anni Settanta la Barilla — da poco ceduta alla multinazionale americana W.R. Grace — è prigioniera del blocco dei prezzi della pasta imposto dalla politica economica italiana: sul prodotto principe i margini sono congelati, e i vertici cercano nuovi mercati dove espandersi. La risposta arriva da Giovanni Maestri, che nel 1974 immagina un marchio del tutto nuovo per i prodotti da forno, pensato per differenziare la Barilla dalla sua identità storica di pastificio: non «Barilla biscotti», ma un mondo a parte, con una storia a parte.

Nasce così Mulino Bianco: un nome che non indica né un prodotto né un'azienda, ma un luogo — un mulino di collina, bianco, immerso nel grano, che nella realtà non è mai esistito e che invece è esistito nella mente di tutti gli italiani. I primi biscotti — cinque linee: Campagnole, Galletti, Molinetti, Pale e Tarallucci — nascono dalle ricette del pasticcere inglese George Maxwell, e nell'ottobre 1975 arrivano sugli scaffali dentro sacchetti di carta, come quelli del fornaio di una volta. Il successo è immediato: 7% del mercato italiano nel primo anno.

«Il marchio appena nato, per le sue caratteristiche simboliche, era già da solo una vera e propria campagna…
🔓

Continua a leggere

Stai leggendo un'anteprima. Accedi o registrati gratuitamente per leggere l'articolo completo e tutti i contenuti della rivista.