Storie del gusto · Emilia-Romagna · Montechiarugolo (PR)
Mutti: il pomodoro di Basilicanova che conquistò l'Italia
Dal 1899, quando Callisto e Marcello Mutti aprono la loro conserviera di pomodoro a Piazza di Basilicanova sulle colline di Parma, al tubetto dal ditale che nel 1951 cambiò il rapporto degli italiani con il concentrato, dalla polpa in finissimi pezzi la cui ricetta è ancora segreta ai 700 milioni di fatturato di oggi: la storia dell'azienda che ha fatto del pomodoro in conserva una questione di famiglia, rimasta di famiglia per quattro generazioni.
1899: due fratelli e le colline del pomodoro
La storia di Mutti comincia dove il pomodoro ha trovato la sua patria industriale: la campagna parmense, tra i torrenti e le nebbie della bassa emiliana. Nel 1899 Callisto e Marcello Mutti fondano a Piazza di Basilicanova, frazione di Montechiarugolo, la Fratelli Mutti, industria conserviera del pomodoro. È l'epoca in cui le conserve trasformano un ortaggio estivo in una dispensa per tutto l'anno, e la pianura padana sta diventando il distretto mondiale della trasformazione: la piccola azienda di famiglia entra in un mercato che conta già i suoi giganti, ma porta con sé un vantaggio che durerà un secolo: la materia prima cresce a pochi chilometri dagli stabilimenti.
I riconoscimenti arrivano presto: nel 1911 viene depositato il marchio dei «due leoni» e l'azienda ottiene la Medaglia d'Oro di Primo Grado all'Esposizione Internazionale di Industria e Agricoltura di Roma; nel 1914 il diploma di Gran Croce, con l'iscrizione al Gran Libro d'Oro dei Benemeriti del Lavoro. In quegli anni lo stabilimento di Piazza è raccordato con la tranvia Parma-Traversetolo/Montechiarugolo: la conserva di pomodoro viaggia su rotaia verso…
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